Mostra – I lavori della nostra tradizione – Felice conclusione.
Una buona affluenza di pubblico molto interessato ha contraddistinto le giornate di apertura della “Mostra lavori della nostra tradizione” allestita presso la casetta delle ACLI in via Riolo, il 28-29 aprile dalle ore 9 alle ore 18.
Attenti e affascinati gli alunni della scuola primaria e secondaria che, accompagnati e ben preparati dai loro docenti, hanno visitato la mostra.
Simpatici e competenti esperti hanno intrattenuto bimbi ed adulti con disponibilità e passione:
- Elisabetta alla consolle “Bachi e la seta”
- Vincenzo fra scienza ed uso dei materiali
- Rina, Nadia ed Eugenia alle prese con ago, filo, uncinetto e ferri da maglia
- Mattia ed Antonio attorno ad un’ arnia “vuota” per l’apicoltura
Accanto alle teche, un’ appassionante serie di foto autentiche ha commentato il tema “Famiglia, lavoro, festa”:
- La famiglia, quella di sempre, con i suoi affetti e i solidi legami indispensabili allora come oggi.
- Il lavoro dell’uomo che vive del proprio lavoro, che crea il lavoro, che con il lavoro serve la comunità.
- La festa, che aggrega e dà vita alle relazioni, agli incontri, alla condivisione, alla gioia.
Volete vedere qualche immagine della nostra mostra?
Comunicazioni del Presidente di Circolo – Mozzo, 18 Aprile 2012
Carissima/o Amica/o
questa prima parte dell’anno ha visto le Acli impegnate nel rinnovo dei propri organismi direttivi, dalle strutture di base dei circoli, fino al congresso nazionale che si celebrerà a Roma dal 3 al 6 maggio prossimi.
E’ emerso in tutti i congressi il desiderio forte di essere presenti sul territorio con una incisiva azione sociale ed essere, così, vicini a tante persone che in questi momenti stanno vivendo grosse difficoltà.
Al tempo stesso la nostra deve essere una presenza di speranza cristiana.
Abbiamo proposto, nel mese di febbraio, un percorso di formazione per un riavvicinamento della gente all’azione politica: discreta la partecipazione.
In Quaresima, in collaborazione con la Parrocchia, sul tema del lavoro, si sono organizzati tre incontri di alto livello culturale riscontrando buona partecipazione ed interesse.
Ora, al termine di queste iniziative, abbiamo pensato di proporre a tutta la popolazione una mostra sugli antichi mestieri e sugli stili di vita del passato, con illustrazione ed esposizione di alcuni lavori manuali, frutto di laboratori, attivati presso la ns sede da volontari.
L’invito è di visitare, anche con amici, questa mostra, che sarà allestita presso la sede di via Riolo sabato 28 e domenica 29 aprile dalle ore 9,00 alle ore 18,00.
Durante questi due giorni avrai la possibilità di rinnovare la tua adesione alle Acli per l’anno 2012.
Domenica, 29 aprile, alle ore 12,00, se il tempo lo permetterà, ci fermeremo a consumare il pranzo al sacco, nello stile della condivisione.
Alle ore 18,00 ci sarà la possibilità di partecipare alla S. Messa vespertina in Parrocchia, per un momento di ringraziamento e di ricordo dei nostri amici defunti.
Fiducioso di incontrarti in queste iniziative voglio estendere anche a tutta la tua famiglia un affettuoso e fraterno saluto
Il Presidente Giovanni FacchinettiMostra – I lavori della nostra tradizione
Il circolo ACLI di Mozzo invita la cittadinanza a visitare la “Mostra lavori della nostra tradizione” che sarà allestita il 28-29 aprile, dalle ore 9 alle ore 18, presso la casetta delle ACLI in via Riolo.
L’interessante materiale, fornito dall’Ecomuseo e Museo Etnografico di Valtorta, intende avvicinare i visitatori agli antichi mestieri delle nostre valli.
La perizia del lavoro manuale, l’essenzialità della vita e la genuina semplicità dei tempi passati che si potranno riconoscere nella mostra, sono un’occasione per recuperare la forza di affrontare le nuove sfide del presente.
All’esterno verranno allestiti alcuni stand operativi su significative esperienze di lavoro manuale del nostro paese
Si ringrazia l’Ecomuseo di Valtorta (Bg) e il Sindaco Cav. P.Busi per il materiale gentilmente concesso.
Clicca qui per stampare il volantino della mostra “Lavori della nostra tradizione”
Giovani & LAVORO – Sintesi della tavola rotonda con Gigi Petteni, Mario Locatelli e Giorgio Lanzi

La rassegna “Giovani e Lavoro” si è conclusa martedì scorso presso il teatro parrocchiale Agorà con una tavola rotonda coordinata dal prof. Giorgio Lanzi, consigliere ACLI, docente Referente della Consulta provinciale degli studenti presso l’Ufficio Scolastico di Bergamo.
Sono intervenuti:
il dott. Mario Locatelli, imprenditore di Mozzo
il sig. Petteni Gigi, segretario generale CISL Lombardia
- Ha aperto il dibattito il prof Lanzi che, confermato il valore della rappresentanza giovanile, invita a riflettere: “Cosa può essere chiesto ai giovani oggi, nella nuova realtà che si configura critica ma interessante, difficile ma stimolante?”
I temi su cui i giovani sono chiamati a dare il proprio contributo sono alti. Il prof Lanzi li elenca:
la cittadinanza la legalità la meritocrazia la mondialità l’intraprendenza il protagonismo
- Il dott. Locatelli non nasconde alcune difficoltà per i giovani in cerca di lavoro: le aziende investono sull’esistente, non pongono molta attenzione a potenziali risorse esterne, la scuola e la comunità non aiutano l’inserimento dei giovani, all’estero questi sono più preparati.
Ma possiamo contare su alcuni punti di forza presenti in Italia: una solida realtà locale che tiene in piedi il paese con le sue imprese, le associazioni, gli oratori, il volontariato.
Tutto ciò è una palestra di vita per i giovani.
E’ necessario quindi partire proprio dalla realtà locale per promuovere iniziative fra chi ha lavoro e chi non l’ha. Le molte e preziose esperienze vanno messe in rete.
Va riproposto inoltre un vero apprendistato qualitativo.
Il dott. Locatelli mette in guardia dai rischi del “protagonismo virtuale” che porta i giovani ad essere attivi solo virtualmente, è necessario invece un maggior legame con la realtà.
D’altro canto l’Italia non ha dimostrato di avere strumenti per affrontare le emergenze (il cosiddetto “piano B”) e viene chiesto ai giovani di affrontare un mondo che nemmeno gli adulti sanno affrontare.
Nascerà da qui un nuovo patto sociale?
- Il sig. Petteni crede fortemente nell’anno di servizio civile che vorrebbe obbligatorio affinchè si potenzi nei giovani quella cultura del dono che, insieme ad una rinnovata coscienza civica, può ricostruire il tessuto sociale a partire proprio dal mondo giovanile.
La sfida è impegnativa ed è necessario assolutamente tenere insieme due esigenze: far ripartire l’economia ma rispettare le richieste delle rappresentanze delle parti sociali.
La crisi ci interroga: il lavoro non è solo reddito, è relazione, realizzazione, opera creatrice. Dobbiamo ripartire da qui, dal lavoratore, e dal lavoratore che ancora non è inserito nel mondo del lavoro.
Non confondiamo, dice, diritti con tutele. I diritti sono imprescindibili, solo le tutele sono oggetto di contrattazione.
Ringraziamo quanti sono intervenuti, relatori ed ascoltatori.
Nelle tre serate abbiamo affrontato temi avvincenti e, per certi versi provocatori.
Ora tocca noi far tesoro di quanto ascoltato e agire.
Ma, in questa sfida, non possiamo e non vogliamo essere soli.
Ricordiamo che la sede ACLI è aperta a tutti!
02/04/2012 Giuditta Chiesa
Per chi non ha potuto partecipare, potete acoltare di seguito gli argomenti trattati dalla viva voce dei partecipanti alla tavola rotonda:
BUON ASCOLTO !!!
-
Preghiera: 06/01
- Presentazione: 06/02
- Introduzione di Giorgio Lanzi: 06/03
- Tavola rotonda: 06/04-1°parte, 06/04-2°parte, 06/04-3°parte, 06/04-4°parte, 06/04-5°parte, 06/04-6°parte, 06/04-7°parte, 06/04-8°parte
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Giovani & LAVORO – Sintesi dell’incontro con Ivo Lizzola

Verso un Nuovo Umanesimo
Una serata d’eccezione martedì presso il teatro parrocchiale Agorà, ospite il professor Ivo Lizzola, preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Bergamo.
Il professor Lizzola è da noi apprezzato soprattutto quale instancabile promotore di iniziative e approfondimenti su quelle realtà di sofferenza che erroneamente vengono definite della marginalità. Sono il disagio, l’emarginazione, la malattia cronica, il carcere, il fine vita. Proprio il vissuto dentro queste realtà dà spessore, sapore e verità alle parole del professor Lizzola.
E’ veramente ardua una sintesi del suo intervento, vi invitiamo pertanto ad accedere alla registrazione il cui riascolto anche per noi, presenti in sala, risulta sempre affascinante e denso di prospettive e di speranza, pur in un futuro più che mai incerto.
Quali sono le ragioni di tale speranza?
Passo dopo passo cercheremo di evidenziare le nuove possibilità di vita che ci attendono, oltre la crisi.
Consapevoli che viviamo un tempo di incertezza di vita che rischia di far emergere il fondo oscuro dell’uomo, il suo rancore, la distanza reciproca, abbiamo capito con il professor Lizzola che proprio dall’incertezza possiamo far partire un mondo più autentico, perché essa mostra ciò che dovremmo essere.
Vediamo come.
- Le vecchie tutele sociali non sono sufficienti a rendere sostenibili i bisogni di chi vive in situazioni di fragilità.
Ma è possibile costruire una responsabilità nuova, una nuova gestione delle risorse, una nuova società della cura, dove prossimità e generosità reciproca tessono reti e sostegni.
- L’equilibrio raggiunto dalla nostra generazione si è infranto: occorrerà molto tempo prima di giungere ad un nuovo equilibrio sociale. Intanto, che fare?
Ma l’incertezza non è fallimento se abbiamo il coraggio di vedere ciò che conta, l’elemento vitale, allora scaturirà il dialogo fra le culture, il gusto all’incontro.
- La cultura che lasciamo alla spalle è pericolosa: si è disinteressata delle generazioni future che sono già esperte in incertezza, la crisi ha generato fatica nel dialogo fra le generazioni.
Ma le nuove generazioni saranno aiutate solo da chi saprà consegnare loro le cose buone, saprà porsi non come modello ma come testimone.
- Si fatica a sopportare l’incertezza, l’altro è visto come alleato o come minaccia, peso.
Ma sono possibili relazioni più mature, nella fraternità intesa come profondo valore laico. Nella fraternità si sperimenta la differenza, ci scopriamo capaci di quella reciprocità che sola produce ricchezza vera.
- Il ciclo sviluppo-produzione-consumo non funziona più, non è più sostenibile. Siamo tutti divenuti più fragili, più vulnerabili e la vulnerabilità disgrega, affatica.
Ma la vulnerabilità può produrre legami più profondi di quelli della logica dello scambio o della sola tutela.
Grazie professor Lizzola, avremo un tempo migliore, se lo vorremo.
Speriamo di averla ancora fra noi quale risorsa in questo “nuovo” cammino.
25/03/2012 Giuditta Chiesa
Per chi non ha potuto partecipare, potete acoltare di seguito i principali argomenti trattati dalla viva voce del relatore e di chi è intervenuto nel dibattito:
BUON ASCOLTO !!!
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Preghiera: 05/01
- Presentazione: 05/02
- Relazione: 05/03-1°parte, 05/03-2°parte, 05/03-3°parte, 05/03-4°parte
- Dibattito: 05/04-1°parte, 05/04-2°parte, 05/04-3°parte
- Chiusura: 05/05
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Prossimo appuntamento dal tema “Proviamo ad ascoltarli …” martedì 27 Marzo, stessa ora, stessa sede. Saranno presenti:
Gigi Petteni - Segretario regionale CISL, Mario Locatelli – Imprenditore, Francesco Calderoli – giovane studente laureato in Giurisprudenza alla Bocconi a confronto con alcune esperienze giovanili sul tema del lavoro.
Coordina Giorgio Lanzi della Segreteria Provinciale ACLI.
Giovani & LAVORO – Sintesi dell’incontro con Lucio Cassia
Il lavoro che manca interroga tutti: chi sta studiando e non sa orientarsi, chi lavora ed è precario, chi cerca lavoro, chi l’ha perso, chi ha figli che devono convivere con la nuova realtà produttiva.
Ci interroga tutti: come faremo? chi ci libererà dalla crisi? chi penserà a noi, ai nostri figli e nipoti dopo che una devastante cultura consumistica e fortemente individualista ha intaccato solidarietà e partecipazione?
A questi pressanti interrogativi abbiamo cercato di rispondere con il contributo di un illustre cittadino di Mozzo, il professor Lucio Cassia, Docente di Strategie aziendali, Università degli Studi di Bergamo.
Il prof. Cassia ha tenuto, infatti, martedì scorso, un’ interessante conferenza presso il teatro parrocchiale Agorà. Titolo: “Le sfide del lavoro per le persone e il territorio”.
Il futuro è impredicibile, non può essere né previsto, né descritto. In un mondo globalizzato divenuto assai complesso, il tempo si è fatto breve, impossibili previsioni a lungo termine, possibile però prevedere linee di tendenza, anche se a breve termine (1, 2 anni?):
- finita l’economia “del sudore” , del lavoro quale orgoglio di vita, occorre far crescere la “testa” in ogni prodotto, in ogni servizio. Occorre pensare strategie vincenti, prodotti che non si fanno nel resto del mondo, piccole imprese che sostituiscano le grosse imprese ormai obsolete, magari nel campo dei servizi che sono in espansione. Il lavoro si genera solo in persone generose, intraprendenti
- di fronte ad una modesta crescita dell’occupazione in Europa (il 3%), occorre qualificare la propria formazione, studiare “paga” sempre
- ciò che preoccupa è la percentuale di disoccupazione italiana rispetto ai valori europei. (Cassia lo chiama il “job spread”). Occorre perciò un nuovo respiro imprenditivo, disponibilità a viaggiare, a confrontarsi con altre culture, con altre realtà produttive su scala mondiale
Nonostante la situazione instabile e apparentemente incontrollabile, il prof Caccia è fiducioso perché:
- consapevole della necessità che vengano istituiti fondi non solo per chi perde il lavoro ma anche per chi mette in piedi nuove imprese, afferma l’importanza della consulenza fornita dal Centro per Giovani ed Imprese famigliari, di cui egli stesso è il direttore
- crede fortemente nei giovani, nelle loro possibilità di produrre crescita e sviluppo, perciò li incoraggia quotidianamente
- crede e sostiene la necessità di un nuovo e più equo patto fra le generazioni, sola garanzia di un futuro più sereno per tutti
Il Circolo ACLI di Mozzo ringrazia il Prof. Lucio Cassia per l’intervento di alto profilo, per l’entusiasmo che ha reso viva e semplice la presentazione di argomenti complessi, per la disponibilità e l’amicizia dimostrata attraverso uno stile comunicativo caldo ed efficace.
18/03/2012 Giuditta Chiesa
Per chi non ha potuto partecipare, potete acoltare di seguito i principali argomenti trattati dalla viva voce del relatore e di chi è intervenuto nel dibattito:
BUON ASCOLTO !!!
- Preghiera: 04/01
- Presentazione: 04/02
- Relazione: 04/03-1°parte, 04/03-2°parte, 04/03-3°parte, 04/03-4°parte, 04/03-5°parte
- Dibattito: 04/04-1°parte, 04/04-2°parte
- Chiusura: 04/05
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Prossimo appuntamento: martedì 20 Marzo, stessa ora, stessa sede:
prof. Ivo Lizzola, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Bergamo:
“Tra locale e globale, persone e territorio in cerca d’identità”
26° Congresso ACLI – Fondo Famiglia Lavoro
Molto interessante per la lucida analisi degli effetti della crisi sui lavoratori ma, soprattutto, per le prospettive di speranza che apre, il documento presentato al congresso dal titolo “Fondo Famiglia Lavoro della Caritas diocesana”. Fondo Famiglia Lavoro che ha visto in campo la Caritas, le Acli, la Cisl, la San Vincenzo, il Consultorio famigliare diocesano e l’Ufficio pastorale sociale della Diocesi di Bergamo.
Il progetto è nato il 17 aprile 2009, quando anche la diocesi di Bergamo ha fatto propria l’iniziativa lanciata nel dicembre 2008 dall’allora arcivescovo di Milano, cardinale Tettamanzi che istituiva il Fondo Famiglia Lavoro per la diocesi di Milano con l’obiettivo di costruire, attraverso anche i contributi economici, reti solidali capaci di intercettare e raggiungere le persone in situazioni di emergenza, a causa della perdita del lavoro o della drastica riduzione dello stipendio.
Da quell’aprile fino al 7 febbraio 2012 sono state 1702 le persone con problemi lavorativi legati alla crisi che hanno chiesto aiuto al Fondo bergamasco. L’incontro quotidiano con le difficoltà delle persone hanno reso necessario prolungare per un altro anno questo progetto di sostegno.
Il progetto è molto articolato, prevede una fase di ascolto molto seria, criteri di assegnazione molto precisi e continuamente monitorati dagli operatori, una mappatura costante dei bisogni e delle persone che chiedono aiuto. Si è previsto ed attuato anche un vero e proprio progetto sul lavoro dal titolo “La solidarietà? Si fa lavoro” con l’obiettivo di far incrociare chi cerca e chi offre lavoro. Attivato anche il prestito della speranza attraverso i fondi della Cei, prestito che si è concretizzato con l’erogazione di “crediti speciali” e con prestiti “microcredito d’impresa” per attivare attività artigianali o imprenditoriali.
I referenti del Fondo Famiglia Lavoro, per le Acli di Bergamo sono stati: Daniela Maffioletti, Piero Viscardi e Camillo Raimondi cui va il nostro ringraziamento.
In particolare, noi del circolo Acli di Mozzo, siamo grati a Camillo che ha dato la sua disponibilità proprio in quella fase tanto delicata quanto importante che è l’ascolto.
Ecco le sue parole, tratte dall’intervista riportata nel documento: “Stranamente il contatto con la povertà è un arricchimento. Solo il fatto di capire quanto siamo fragili, quanto poco basta per mettere a soqquadro l’andamento famigliare, fa capire che c’è bisogno di welfare e di tutele; c’è bisogno della rete di amicizie poiché abbiamo visto come chi si è trovato in difficoltà, non avendo parentele o amicizie che potessero sostenerlo, è precipitato nel bisogno.”
Grazie Camillo!
A breve ti incontreremo per rilanciare l’iniziativa anche sul nostro territorio con il reciproco augurio di:
mantenere alta l’attenzione su questo tema nella rielaborazione comune delle progettualità da pensare e proporre (è il metodo del learning by doing, imparare facendo!) affinchè questo divenga un antidoto al rischio di assuefazione, fatalismo, assenza di speranza nel futuro cui la società odierna ci vuole abituare.
06/03/2012 Giuditta Chiesa
Clicca qui per consultare il documento Fondo Famiglia Lavoro
26° Congresso ACLI – Intervento di Rosa Gelsomino, Presidente Provinciale ACLI
Di seguito proponiamo una sintesi della dettagliata relazione che il Presidente Provinciale delle ACLI di Bergamo Rosa Gelsomino ha proposto al 26° Congresso.
Prima parte: gli anni trascorsi
Gli ultimi quattro anni sono stati per le ACLI molto difficili. La crisi ha costretto a fronteggiare una situazione di difficoltà grande, vissuta a livello tanto globale da colpire profondamente anche la provincia di Bergamo. La crisi ha visto una “devastante” riduzione dei posti di lavoro con gravi ripercussioni economiche, sociali, psicologiche. Inoltre l’assenza di dibattito parlamentare, la stagione dei decreti legislativi, il potere deciso nelle stanze dei forti, ha compromesso la democrazia nel paese, ha indebolito la voce di chi non aveva rappresentanza. Precise scelte politiche hanno tradito la tradizione di accoglienza del nostro paese.
E’ ora di ripartire. Dice Don Tonino Bello: “Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio si fece buio, ma dopo le tre del pomeriggio tutto cambiò e ciò che era disperazione si trasformò in stupore e speranza”
Stupore e speranza che le ACLI attendono e intendono donare.
Seconda parte: oggi
L’attuale situazione politica ha ridato dignità al paese, ha ridato forse fiducia alla gente ma, per le ACLI, nessun futuro progresso può essere garantito se non si sostiene il ruolo di rappresentanza delle parti sociali. La riforma del lavoro deve passare attraverso il consenso delle parti sociali. Ciò non è solo doveroso ma anche sapiente e prudente per chi governa. C’è voluta la paura per il fallimento economico del Paese percepita come reale dai poteri forti a determinare le condizioni del cambio di rotta. Ma un vero cambio di direzione, comportando scelte faticose per chi è già parte debole del Paese, ha bisogno della comprensione e del sostegno di quella parte debole che peraltro si aspetta che il prezzo della ricostruzione debba essere pagato anche e soprattutto dai poteri forti che hanno generato la crisi.
Terza parte: le attese
L’attenzione delle ACLI sarà alle nuove povertà: povertà di rappresentanza politica, povertà di lavoro, povertà della fragilità della famiglia, del lavoro precario dei giovani, delle donne, fragilità del sistema di welfare.
Rigenerare quindi comunità, umanizzare il lavoro, potenziare la cooperazione, curare i processi formativi e sociali, costruire alleanze.
Elencate poi le molteplici iniziative ACLI degli anni scorsi, dal sostegno al Fondo diocesano, al dibattito con le parti sindacali, alla partecipazione al C.d.a.l., al forum dell’acqua, alla campagna “non aver paura”, e “l’Italia sono anch’io”, a “Molte fedi”, alle varie scuole di formazione fra cui “I Care”, il presidente comunica che sarà cura delle ACLI attivare prossimamente processi di rigenerazione anche all’interno dell’Associazione, attivare una segreteria stabile e costituire un comitato dei servizi nonché realizzare la nuova sede.
03/02/2012 Giuditta Chiesa
26° Congresso ACLI – Intervento di Monsignor Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo
Monsignor Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, ha proposto ai presenti al congresso una riflessione premurosa e coinvolgente.
Nella consapevolezza che non si possa trasferire in poche righe tanta ricchezza, riportiamo comunque in sintesi alcuni stimoli alla riflessione.
Monsignor Beschi esordisce dicendo che:
“E’ tempo di decisioni mature per tutti i Cristiani. Ogni Cristiano si deve porre nella Storia con continuità costruttiva, deve stare dentro i cambiamenti sociali nella fedeltà ai valori, non per essere conforme al cambiamento bensì per costruire il cambiamento, per orientarlo.
In quest’ottica, la comunità cristiana tutta non può trascurare e dimenticare l’attenzione che le ACLI pongono alle problematiche relative al lavoro e, soprattutto, alle persone che lavorano.
Le ACLI sono state e sono un dono per la Chiesa e per la società.
Quali devono essere gli obbiettivi associativi delle ACLI?
- La formazione: è necessario verificare l’efficacia degli interventi formativi che si mettono in atto: devono promuovere libertà.
- La significatività ecclesiale: l’associazione si deve muovere dentro la comunità parrocchiale, dentro la comunità diocesana.
- La condivisione partecipativa: ogni associato deve agire con responsabilità, assumere compiti costruttivi di relazione, libertà, democrazia. La responsabilità autentica diventa necessariamente partecipazione.
- La mediazione culturale: il cristiano è presente da cristiano nella città di tutti. Le ACLI, nella pratica della solidarietà sociale organizzata, vivono la loro presenza come soggetto credente.
Quali i metodi?
- La modalità associativa che propone un modo di pensare, lavorare, solidarizzare insieme
- La territorialità
- I servizi
- Le iniziative culturali
Ma ricordiamo che….
- Comunità (dal tema: ”rigenerare la Comunità”): il termine evoca calore, impegno, insieme di persone che hanno la vocazione all’incontro, alla relazione. Ogni persona porta una sua unicità relazionale.
Le relazioni siano responsabili, rese vere dalla Relazione con la Persona Vivente di Gesù Cristo. Le relazioni siano orizzontali e significative: la fraternità sia lo stile della relazione.
- Il lavoro: attenzione non tanto al lavoro in sé quanto al lavoratore, all’uomo che lavora. é un compito da affrontare con competenza, rigore morale oltre che economico. Rigore negli strumenti che si utilizzano.
I pericoli, non dimentichiamo che il presente non è privo dei seguenti pericoli:
- le fratture verticali, fra le generazioni
- le fratture orizzontali: la guerra fra poveri
Fedeltà, fraternità, responsabilità, maturità quindi, nella consapevolezza che la vita cristiana è vita comunitaria”
Un caloroso e commosso applauso accompagna il nostro Vescovo al termine della relazione.
Grazie!
Anche Lei, Eccellenza, è un dono per Bergamo, per la Diocesi, per le Parrocchie, per le ACLI!
01/03/2012 Giuditta Chiesa
26° Congresso provinciale ACLI Bergamo
Sabato 25 e domenica 26 febbraio si è svolto al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, il 26° CONGRESSO PROVINCIALE delle ACLI di BERGAMO dal titolo:

“RIGENERARE COMUNITA’ per RICOSTRUIRE il PAESE”
Molto partecipato, il Congresso è stato animato da numerosissimi contributi: dall’intervento del Vescovo Francesco Beschi alla relazione della presidente sig. Rosa Gelsomino, al commento in chiusura di Luca Jahier, Consigliere del Comitato Economico e Sociale Europeo.
Molto interessanti i numerosi interventi che hanno reso il dibattito ricco di intelligenti riflessioni e di proposte operative per il futuro.
Presenti al congresso tutti i delegati di Mozzo, nonché altri fedeli associati.
Il congresso si è concluso con la votazione per l’elezione dei consiglieri provinciali, dei delegati regionali e nazionali.
Complimenti a Michele Farina e Giovanni Facchinetti che sono stati eletti fra i 45 membri del consiglio provinciale!
Inoltre entrambi sono stati eletti come delegati al consiglio regionale; Michele Farina risulta delegato anche al consiglio nazionale.
In allegato: elenco eletti ACLI – 26° congresso provinciale
Verranno in seguito pubblicati nel nostro sito alcuni articoli sugli interventi che riteniamo più significativi per la nostra realtà di Mozzo. Ci auspichiamo che un vivace dibattito scaturisca anche nel nostro circolo!
01/03/2012 Giuditta Chiesa















